venerdì, dicembre 15, 2006

Colpa della società, eh.

L'ultima spiaggia dei temi d'attualità e di Fassino.

Per piacere, qualcuno (Grillini? De Simone?) gli spieghi che i genitori gay ci sono già. Sì, in questa società. In Italia. L'ultima volta che ho controllato (manco dal giro da un po') se la passavano abbastanza bene, avevano buoni rapporti con i bottegai del quartiere e con le mamme dei compagni di scuola dei piccoli, raccontavano aneddoti sulle persone corte (per dirla alla EmmeBi) di casa, incantevoli come sanno essere incantevoli i racconti che coinvolgono bambini veri e non proiezioni di miti sull'infanzia. Chiedevano solo che i loro figli potessero essere tutelati al pari dei figli di altre coppie: cosa che si potrebbe ottenere facilmente permettendo ai genitori di fatto di adottare i ragazzi che crescono.

Adottare, appunto. Peraltro, in una situazione in cui si tratterebbe semplicemente di riconoscere un fatto (coppia di fatto) - diamine, alla luce di una delle cose più interessanti che ho letto di recente sono convinta che anche un cattolico e non esattamente di sinistra - come Farfi - non avrebbe nulla da ridire. (Per inciso, Farfi: prima o poi risponderò.)

Ma non sia mai che esistano i genitori gay. Anche se esistono, non esistono. Noi proteggiamo i bambini. Anche se togliamo loro protezioni (cosa succede se al figlio di una coppia lesbica muore la madre naturale?), noi li proteggiamo.

E senza nemmeno le palle di dire "no, credo che i gay siano inferiori agli etero". È la società che non è pronta.

(A proposito di mancanza di palle: complimenti ad AnelliDiFumo per aver notato come sia particolarmente viscido uscirsene con una dichiarazione sul no all'adozione alle coppie dello stesso sesso quando il governo, in pieno potere dei teocon travestiti da teodem, non riesce neanche a far approvare le Unioni civili, che, notoriamente, con l'adozione di figli non c'entrano una mazza.)

La società, già. Speriamo che nessuno racconti al signor Fassino come la società italiana spesso non considera proprio-proprio uguali anche quelli lì con la pelle non mozzarella. Mi seccherebbe sentirlo spiegare a mio cugino che è più utile che torni in Angola, d'altra parte lo sa anche lui che se sei l'unico negretto dell'oratorio un po' strano ti guardano; o dire alla mia amica che era meglio che non avesse una figlia mulatta - d'altra parte, come la mettiamo con il processo di scoperta della propria femminilità che passa naturalmente attraverso l'identificazione con la madre, se mamma ha i capelli biondi e i tuoi sono crespi sicuramente c'avrai dei problemi - ecco, vedi, lo facciamo per il bene dei bambini.

E in Italia, si sa, se non siamo di quelli grandi - quelli che sanno, e non si discutono - sono tutti bambini.

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