giovedì, agosto 28, 2008

Di sacre rappresentazioni.

Qui, anche per motivi religiosi, si pensa che i crocefissi dovrebbero essere pochi, semplici, e limitati alle chiese - o alle case dei credenti, ça va sans dire.

Per dire, mi sento sempre un po' imbarazzata dai crocefissi nel decolleté. Quelli nei pubblici uffici non mi piacciono affatto, mi sembrano una mancanza di rispetto verso il simbolo (ma sì, mettiamoci un croceffisso che porta buono) e una pretesa di imporre una confessione religiosa (idea pessima sotto molti aspetti - umani, sociali, religiosi e civili).

I crocefissi cinematografici a volte mi fanno cascare le braccia, soprattutto quando sono un bel deus ex machina (no pun intended). A volte mi hanno lasciato con dei pensieri in più - non necessariamente tutti quelli intesi dagli autori dei film, ma è il bello dell'arte.

L'opera-scandalo del momento mi pare bruttina, pointless, e più attinente ai crocefissi-risolviguai (dove in questo caso il guaio è come facciamo a far parlare di noi) che non ai crocefissi che mi piacciono.

Ma di arte ne capisco poco e di arte contemporanea ancora meno (se qualcuno mi spiega mi interessa, però).

Ma, soprattutto, è il mio privato sentimento.

E se qualcuno volesse usare un crocefisso sacro per impedire che si mostri al pubblico questo crocefisso profano, mi parrebbe una violazione del sacro molto maggiore di quel che possa portare questa rana crocefissa.

|